Luca Vehr esiste davvero… oppure è solo un dannato impostore?

Già. Chi è davvero Luca Vehr?

Beh… se sei approdato qui, è perchè evidentemente vuoi farti i fatti miei.

Quindi voglio darti 2 opportunità:

Leggere la mia STORIA oppure leggere la mia BIOGRAFIA.

E dato che le biografie sono sempre noiose, ho deciso di cominciare col raccontarti la mia storia.

E per farlo, voglio partire subito con questa considerazione:

“Joker mi ha salvato la vita. Non Batman”

Ok. Se vuoi capire che diavolo centra Joker con la mia storia personale devi pazientare un attimo.

Fra un attimo ti sarà tutto più chiaro.

Adesso lascia che mi presenti.

Ho un’età indefinita fra i 40 e i 50. E nel momento in cui scrivo non ho procedimenti penali a mio carico. Sempre meglio specificarlo che non si sa mai.

Se qualcuno ti ha già parlato bene di me, sono contento.

Se qualcuno ti ha già parlato male di me, è probabile che ti abbia detto che devo trovarmi un lavoro vero o andare a zappare la terra.

Io amo la terra, e amo zappare. E non è detto che fra qualche anno non mi ritirerò a vita privata in un eremo sperduto.

Ma per il momento no.

Non ci penso proprio.

Ma prima di raccontarti chi sono davvero… è bene che tu sappia chi NON SONO (e non sarò mai).

Non sono un guru né un professore.

Non sono uno di quelli che nella vita (come sul lavoro) ti promette facili guadagni senza impegnarti a fondo in ciò che fai.

Anzi, ad onor del vero, io in questo momento sono semplicemente l’anomalìa del sistema.

Il necessario cortocircuito che garantisce la sopravvivenza del sistema.

Sono la voce fuori dal coro.

Sono il bambino sbeffeggiato, deriso e messo in un angolo con cui nessuno vuole giocare.

Sono l’eccezione che conferma la regola.

Sono il Joker che giustifica e rende credibile la missione di Batman.

Quindi forse sono un furfante.

Anzi… è probabile.

Ma sono anche un innovatore e un precursore nel mercato fotografico moderno.

E lo dico senza falsa modestia.

Come ha detto qualcuno:

“Non sono modesto. Non sono abbastanza grande e famoso per potermelo permettere”

Del resto non posso farci nulla se sono stato il primo a fare certe cose e a parlare di certi argomenti in Italia.

All’inizio molti mi hanno deriso.

E per molto tempo mi hanno anche insultato.

È il destino di tutti i precursori e di tutti gli innovatori.

Ma essere un innovatore e un precursore non ti garantisce affatto una vita facile.

Almeno all’inizio.

Tutt’altro.

Sei condannato a non dormire bene la notte perché ogni volta che stai per lanciare un nuovo progetto ti senti sempre in bilico fra la genialata e la tremenda cazzata.

Sei spesso in preda ad attacchi ansiogeni che riesci benissimo a camuffare da fuori, ma che da dentro ti consumano e ti divorano.

E sei spesso condannato a non essere capito.

Quindi ad essere solo.

Come Joker. Come Batman.

Come se non bastasse, più passa il tempo e più sei costretto a combattere con gli scopiazzatori e gli scimmiottatori di turno.

Quelli che prima ti deridevano e ti snobbavano… e che adesso invece vogliono emularti.

Quindi, in tutta onestà, posso dirti che la vita dei precursori e degli innovatori non è affatto una vita facile.

Ma anche la mia vita precedente, la mia vita prima di diventare quello che sono oggi… non è stata affatto una vita normale.

Ho dovuto combattere contro i mostri visibili e quelli invisibili

Alle elementari e alle medie ero considerato il classico genio secchione.

Gli altri bambini mi odiavano in silenzio perché ero sempre il primo, in tutte le materie.

Ma non mi odiavano solo i miei compagni di classe.

Se possibile, i genitori dei miei compagni di classe mi odiavano ancora di più. Perchè le maestre portavano sempre me come esempio… anzichè i loro figli.

E questo per un genitore è un affronto spesso insopportabile.

Quindi… come tutti i “diversi”, non sono mai stato socialmente accettato.

I 3 anni delle scuole medie e i primi 2 anni alle superiori sono stato costantemente bullizzato.

C’erano giorni in cui avevo il terrore di andare a scuola.

Ma all’epoca non avevo un cellulare per filmare i soprusi e diffonderli in rete.

Ed ero troppo spaventato per andare a chiedere aiuto ai miei genitori.

In quegli anni ho cominciato a sviluppare una doppia personalità, un mondo segreto e protetto in cui mi rifugiavo per sfuggire ai miei aguzzini.

Per molti anni, almeno fino ai 16, la musica è stata il mio rifugio più bello e sospirato.

Ricordo che già a 7 anni ascoltavo GenesisPink Floyd, U2 (quelli veri), Simple MindsPaul Simon.

Insomma: non è normale che un bambino di quell’età ascolti certa musica anziché quella dei cartoni animati. Diciamocelo.

Infatti all’età di 11 anni ero già diventato un metallaro.

Non mi accontentavo neanche dell’innocuo hard rock stile AC/DC.

No.

Io ci andavo giù pesante.

Ascoltavo il trash metal. I primi Metallica, gli Slayer, Gli Anthrax. Gente poco raccomandabile, insomma.

Era la mia forma di ribellione interiore.

Ero il mio scudo verso il sistema che mi rifiutava e mi sputava addosso.

Era il mio Joker interno che combatteva i tanti piccoli Batman che mi ronzavano intorno.

Ma all’epoca non me ne rendevo conto.

Non sapevo di essere quello che ero (anche se da qualche parte lo intuivo).

Solo 20 anni dopo – alla soglia dei 35 anni – riuscì a dare un senso e un significato al mio percorso di vita.

Grazie a un fottuto TEST della personalità.

Devi sapere che ho sempre odiato i test e chi li fa (psicologi compresi).

Ma se sono diventato quello che sono diventato, se ho imparato ad accettarmi per quel che sono… beh, lo devo proprio a quel test che non volevo fare.

Perché quel test mi ha semplicemente detto chi ero.

E da quel giorno non ho più dovuto nascondermi.

Ma torniamo a noi (di quel famoso e fottuto test te ne parlerò tra poco).

Quindi, per tornare alla musica… se non fossi diventato quello che sono diventato, avrei fatto il giornalista musicale.

O magari lo scrittore.

La scrittura è stata un altro dei miei rifugi invisibili e dorati.

Il libro che mi ha folgorato e che mi fece venire in mente l’idea di fare lo scrittore è stato Underworld di DeLillo.

Ma anche lì – come per la musica – capii ben presto che sarei morto di fame e di stenti se avessi cercato di fare solo quello nella vita.

Almeno all’inizio.

Così, per fare contento il mio io “socialmente accettato”, all’età di 27 anni mi prendo una laurea in ingegneria informatica.

Di lì a poco decido di aprirmi una società informatica con altri due soci.

L’esperienza si rivela disastrosa.

E dopo un solo anno la società chiude, lasciandomi sul groppone con un mare di debiti.

Perché io all’epoca ero anche amministratore unico della società.

E a pagare sono sempre gli amministratori. Non scordarlo mai nel qual caso un giorno ti venisse in mente di aprire una società tutta tua.

Scottato da quell’esperienza, decido così di cambiare completamente vita e settore.

E m’innamoro dell’arte e della fotografia.

Metti che i miei genitori giá pensavano di aver messo al mondo un figlio non proprio normale.

Metti che da quando sono nato non ho fatto poi molto per smentire questa loro convinzione.

Metti che come venditore di opere d’arte riscuoto anche un insperato successo.

Metti che quella diventerà per quasi 7 anni la mia professione principale.

Metti che ancora mia madre si riprende perchè mi vuole ingegnere.

Insomma… metti che sono un casino.

E così torniamo a quel famoso TEST della personalità di cui ti parlavo prima.

Il fottuto TEST della personalità che non volevo fare… e che invece mi ha svelato “CHI SONO” davvero

Questa è la storia, ascolta bene.

Nel gennaio del 2007 la casa d’arte per cui all’epoca lavoravo come area-manager sottopose me e gli altri miei colleghi a un test per delineare il nostro profilo psicologico.

Il risultato del test consisteva nell’assegnare al candidato un certo colore a seconda del profilo risultante.

A me assegnarono il colore blu.

Gli altri tre colori erano il giallo, il rosso, e il verde.

In realtà, per tutti gli altri candidati c’era una mescolanza di colori.

Nessuno era “completamente giallo” o “completamente rosso”.

L’unica eccezione ero io.

Il mio profilo psicologico risultava irrimediabilmente blu.

Blu che più blu non si può.

Ero la dittatura del colore blu sulla faccia della terra.

Tutte le persone colorate di blu venivano classificate come:

  • Perfezioniste
  • Estremamente precise
  • Attente ai dettagli
  • Spesso inclini a catalogare e schematizzare
  • Quasi maniacali verso ogni tipo di procedura

Insomma: dei PARANOICI (ma questo non me lo dissero mai apertamente).

Una cosa mi apparve subito chiara leggendo gli sguardi che i colleghi mi rivolsero dopo la lettura dei risultati.

E cioè che gli Uomini Blu erano assimilabili a dei cervelloni schizzati, maniaci della precisione del controllo.

Dei serial killer mai sbocciati, insomma.

O se preferisci: persone disadattate da cui guardarsi.

Ero tornato di nuovo ad essere Joker.

Ero di nuovo l’anomalia del sistema.

Era di nuovo io contro il fottuto batman-mondo.

Solo dopo giorni di riflessione giunsi alla conclusione che quel test affondava le radici negli anni della mia infanzia e della mia adolescenza.

Gli anni del bullismo, dell’emarginazione, dell’odio e dell’invidia sociale.

E quindi, anche se può sembrare paradossale dirlo, devo ringraziare tutti i mostri reali e i nemici invisibili che mi hanno accompagnato durante la mia infanzia se sono diventato quello che sono oggi.

Forse è per questo che ho scelto di essere un precursore e un innovatore.

Perché non ho mai voluto essere come gli altri.

E non mi sono mai sentito uguale agli altri.

(… e se anche tu ti senti così, allora benvenuto nel JOKER-CLUB, amico mio)

Tornando a noi.

Come ti spiegavo nel 2005 intraprendo la carriera di “art advisor, agente e art consultant” per il mercato fotografico.

E dopo 2 anni di lacrime e sangue… incomincio a capire di essere bravo a fare quello che faccio.

Cioè a vendere e promuovere un prodotto artistico come la fotografia.

E più passa il tempo, più anche gli altri mi riconoscono questa bravura.

Fino a quando nel 2008 non divento il primo art consultant in Italia per fatturato e vendite personali.

Con un giro d’affari personale da centinaia di migliaia d’euro all’anno.

Da quel momento… mi faccio promotore e venditore di progetti fotografici che fanno il giro del mondo: dal Metropolitan Art Museum di New York all’Ara Pacis di Roma… passando per gli Uffizi e il Polo Museale Fiorentino.

Nel 2015 arrivo ad accumulare oltre 5.000 appuntamenti con clienti di ogni genere e tipo, da galleristi a collezionisti, da aziende ad editori, da agenzie a clienti privati.

Un bagaglio di esperienza così impagabile e straordinaria che alla fine mi dico:

<< Luca… Perché non trasferisci un po’ della tua esperienza sul campo a tutti quei fotografi che non riescono a vendersi e promuoversi bene sul mercato? >>

Così nel 2015 nasce appunto questo blog.

Il blog di mercato fotografico.

E poi nascono una serie di Corsi e di Programmi che hanno segnato per sempre la storia della formazione fotografica in Italia – in ambito vendita, comunicazione e marketing.

Nel 2016 vede ad esempio la luce il primo programma europeo interamente dedicato alle strategie di prezzo in fotografia.

Profitto Accelerato Formula.

Ad oggi è senza dubbio il mio programma più imitato e scopiazzato. 

Ma questo – come ti dicevo – è il destino effimero e inevitabile dei precursori e degli innovatori.

Prima essere derisi, poi ignorati, poi accettati… e poi infine scopiazzati.

Se ti sei in fatto in giro sul web avrai notato certamente tanti miei piccoli cloni-scimmiette che usano il mio stesso linguaggio, le mie stesse espressioni, ma che soprattutto si appropriano delle mie stesse battaglie.

Quelle battaglie che per anni ho combattuto da solo, battaglie apparentemente impossibili da vincere.

Eccone solo alcune:

La battaglia contro i salotti culturali “radical-chic” della fotografia.

La battaglia contro intellettuali e critici che parlano ogni giorno di fotografia ma non hanno mai campato di fotografia, nè mai venduto una singola foto in vita loro.

La battaglia contro chi dice che la vera fotografia è morta, che il mestiere di fotografo è sepolto per colpa degli smartphone e della macchine digitali.

C’è però una cosa di cui vado incredibilmente fiero ed orgoglioso.

E cioè aver aiutato in questi anni migliaia di fotografi a vivere della propria passione ed alzare il proprio tenore di vita.

Perché non sta scritto da nessuna parte che un fotografo debba nascere e morire povero.

Con la fotografia puoi camparci molto bene.

E se non perdi mai di vista il lato commerciale della professione… puoi tirarci fuori anche una vita agiata e libera da frustrazioni.

Come la mia.

Bene.

Arrivato a questo punto sai qualcosa in più sul sottoscritto.

Se vuoi continuare il percorso con me… puoi intanto visionare questa pagina e iscriverti alla mia mailing list per restare aggiornato sui corsi, i programmi e tutto quanto di nuovo e innovativo lancerò nei prossimi mesi o anni.

Iscrivendoti alla mia mailing list mi autorizzi anche ad inviarti QUALSIASI cosa io ritenga opportuno per lo sviluppo della tua carriera di fotografo.

Roba gratuita e roba a pagamento.

Anche fiori o cartoline d’auguri virtuali (nel caso venissi colto da un inspiegabile atto di buonismo o generosità).

Mi autorizzi anche a mandarti una mail al giorno se ne ho voglia, o magari una ogni settimana.

Dipende da come mi gira.

E tutto questo a mio insindacabile giudizio.

Se invece NON vuoi continuare questo percorso con me, e anzi ti sto anche un po’ sulle palle… sappi che me ne rendo conto.

Ma ci dormirò comunque sopra, e non mi rovinerò certo il sonno.

Perchè Joker non potrà mai essere Batman.

La mia noiosa biografia

Adesso che ti sei sorbito la mia storia, come promesso ti becchi anche la mia noiosa biografia scritta in terza persona dal mio noiosissimo biografo ufficiale.

Mini-Biografia

Luca Vehr è conosciuto e riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di marketing, vendita e comunicazione per fotografi professionisti e aspiranti tali.

È l’ideatore della “Foto Brand Formula” – un nuovo modello di comunicazione strategica per fotografi moderni che rappresenta la sintesi dei suoi anni di attività nel mercato fotografico contemporaneo.

Dal 2005 collabora attivamente con editori, agenzie, aziende, e clienti privati – sia in Italia che all’estero.

Alcuni dei progetti fotografici da lui promossi sono approdati nei più importanti musei internazionali – dal Metropolitan Art Museum di New York all’Ara Pacis di Roma, passando per il Poso Museale Fiorentino.

Dopo essersi reso conto che da sempre in Italia (e in generale nel mondo) mancava un’adeguata formazione commerciale ai fotografi, nel 2015 ha creato mercatofotografico.net – il primo blog italiano interamente dedicato alle strategie di marketing, vendita e comunicazione in fotografia. Attualmente è il più letto d’Italia nella sua nicchia di mercato.

Ha creato il primo corso europeo interamente dedicato alle strategie di prezzo in fotografia, Profitto Accelerato Formula (ad oggi è anche il suo corso più copiato e scopiazzato – peraltro male – dai suoi molti imitatori).

Dopo anni di gestazione ha poi finalmente lanciato il Foto Elite Lab“La prima piattaforma italiana rivolta ai fotografi professionisti (e aspiranti tali) che vogliono creare un’attività ad alto rendimento grazie all’uso del web, del marketing, e delle nuove tecnologie digitali”.

È autore del celebre: “The Photography Black Book” – considerato la BIBBIA delle nuove nicchie emergenti della fotografia moderna (in alta domanda e crescita inarrestabile).

Nel 2019 arriva poi a concepire la sintesi dei suoi anni di attività nel mercato dell’arte. Fonda così la Fine Art Photo Academy“La prima accademia internazionale rivolta ai fotografi che vogliono costruirsi una carriera nell’affascinante mercato dell’arte contemporanea (attraverso gallerie, istituzioni pubbliche e private, fiere, eventi, e collezionisti privati)”. A tutt’oggi l’Accademia rappresenta un unicum a livello mondiale.

Grazie ai suoi corsi dal grande potere “trasformativo”, Luca ha già aiutato in questi anni migliaia di fotografi a ripensare la propria attività da un punto di vista commerciale e molto più orientato al mercato.

Perchè come dice sempre: “La ricerca stilistica per un fotografo deve sempre andare di pari passo con la sostenibilità economica della propria attività. Altrimenti è solo un hobby.”

Fine della mini-biografia

Bene.
 
Te l’avevo detto che sarebbe stata una biografia noiosa e terribilmente autoreferenziale.
 
Come tutte le biografie, del resto.
 
Adesso però, al di là di tutto… se vuoi smetterla di prenderti in giro ed iniziare a fare sul serio come fotografo, in questa pagina troverai una risorsa unica nel suo genere.
 
È tempo di cominciare ad acquisire quelle nuove competenze che ti renderanno un fotografo molto ben pagato e soprattutto realizzato.
 
Le chiacchiere stanno a zero, caro amico lettore.
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