[Prezzi e Tariffario] Quanto devi chiedere per un servizio fotografico?

 

Cerchiamo di avvicinarci alla verità e di dire subito le cose come stanno, ok?

Cominciamo da alcuni fatti “evidenti” riguardo i prezzi e i tariffari dei fotografi moderni.

FATTO

Il prezzo che assegnerai alle tue foto e al tuo lavoro sarà una delle più GRANDI decisioni che ti troverai ad affrontare nella tua carriera di fotografo.

E se lo fai nel modo sbagliato, questo errore potrebbe sbatterti fuori dall’attività in meno di 8 mesi. 

O peggio ancora, condannarti alla povertà. 

FATTO

Vista l’enorme varietà di generi e sotto-generi che oggi imperversano nel mercato fotografico – soprattutto dopo l’avvento del digitale e l’esplosione di internet – è praticamente impossibile stabilire a monte una consuetudine tariffaria “standard”.

Anche all’interno di uno stesso genere fotografico e uno stesso mercato.

Questo è il motivo per cui moltissimi fotografi, ancora oggi, si trovano in grossa difficoltà quando devono stabilire il prezzo migliore da assegnare ad un servizio fotografico.

O magari creare un semplice listino prezzi.

FATTO

La questione dei prezzi e dei tariffari legati ad un servizio fotografico è in assoluto uno degli argomenti più dibattuti e discussi nel nostro settore.

Spesso causa di profonde divergenze e litigi tra una scuola di pensiero e l’altra.

Quindi che cosa ho fatto?

Per mettere un po’ di ordine in questa vera e propria giungla fatta di consigli, suggerimenti, metodi, e pratiche commerciali talvolta completamente sbagliate, ho deciso di dedicare una serie di articoli alle migliori strategie di prezzo in fotografia.

Questi articoli rispondono dunque alla fatidica domanda:

“Quanto dovrebbero chiedere i fotografi, oggi, per il proprio lavoro?”

E quello che stai leggendo è il primo degli articoli dedicati al tema in questione.

Ecco allora cosa vedremo in questo articolo:

  1. Perché i fotografi non parlano (quasi) mai di prezzi… e perché invece dovrebbero
  2. Tariffario: quanto chiedono oggi i fotografi per il loro lavoro?
  3. Quanto dovresti chiedere TU per il tuo lavoro?

Cominciamo subito col prendere di petto il primo punto.

Presta attenzione.

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Sei proprio sicuro che il tuo listino fotografico “funziona”? O magari ti sta facendo perdere clienti… a tua insaputa?

C’è un solo modo per scoprirlo: fai questo test. Elimina subito gli errori più gravi e smetti di perdere soldi!

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1. Perché i fotografi non parlano (quasi) mai di prezzi… e perché invece dovrebbero

Domanda:

Perché i fotografi sono da sempre molto abili nello sminuire o denigrare i prezzi degli altri colleghi, e invece sono molto più riluttanti a parlare dei propri?

Risposta:

Perchè è molto più facile prendersela con i colleghi, con il mercato, o magari con i clienti “ignoranti” che non capiscono il tuo modo di fotografare.

Molto meno facile – invece – è guardarsi dentro e capire cosa fare per migliorare se stessi e il modo di competere sul mercato.

 

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La verità è molto più semplice di ciò che potresti pensare:

  • Molti fotografi non hanno la più pallida idea di quanto chiedere (davvero) per il proprio lavoro
  • Non esiste (e forse non esisterà MAI) un modo facile per realizzare una sorta di BENCHMARK relativo a questo o a quel settore fotografico professionale

Ecco perchè le informazioni sulle strategie di prezzo vengono salvaguardate e custodite come se fossero una specie di Santo Graal.

Alimentando così all’infinito il ciclo dell’incertezza e della confusione.

Vediamo adesso alcuni dei motivi per cui i fotografi hanno sempre timore a parlare dei (LORO) prezzi.

(1)

Paura di essere giudicati

Nessuno vuole essere considerato il “pesce piccolo”, o il fotografo discount della propria zona geografica che distrugge il mercato (a detta di altri), o peggio ancora il collega sprovveduto che lascia sul tavolo del cliente sempre un mucchio di soldi.

(2)

Inesperienza

La maggior parte dei fotografi (anche quelli più navigati) diventano incredibilmente nervosi quando si parla di prezzi perché in realtà – negli anni – non hanno avuto il tempo di formarsi davvero su questo specifico aspetto del proprio business.

Verità amara, questa… vista la cronica mancanza di un’adeguata formazione commerciale che da sempre affligge come un cancro il nostro settore.

Sto parlando di strategie concrete e di risultati, non disquisizioni culturali da magazine fotografico o da blog della domenica mattina.

(3)

Incredibile frammentazione del mercato fotografico moderno

Il digitale e il web (come già ti spiegavo e come certamente ti sarai accorto) hanno prodotto un’infinità di generi e sottogeneri nella fotografia… anche all’interno di uno stesso mercato economico.

Ecco perchè spesso, quando devi calcolare i prezzi servizio fotografico, entrano in gioco tanti fattori che devi comunque considerare.

(4)

Incapacità nel saper vendere la proprietà intellettuale

Uno dei cambiamenti EPOCALI introdotti dall’era digitale è la difficoltà nel convincere il cliente/consumatore sul valore di una proprietà intellettuale.

Infatti, l’uso che un cliente fa di una fotografia rientra nel campo della licenza di utilizzo, così come per i libri e la musica.

Di conseguenza, a seguito dell’enorme competizione che c’è in giro e della tendenza di una certa parte della fotografia professionale a lamentarsi e a dare la colpa al mercato…

… molti fotografi finiscono con lo svendere il proprio lavoro, spesso cedendo in toto i diritti di utilizzo del proprio lavoro aggggratis, come si suol dire.

 

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Ora, per la cronaca:

Per quanto astratta e arbitraria possa sembrarti la politica dei prezzi in fotografia, esistono certamente delle pratiche e delle strategie efficaci (e di buon senso) che devi assolutamente conoscere se vuoi:

  • Assegnare un giusto prezzo ai tuoi servizi fotografici e alle tue immagini
  • Negoziare ordini più alti rispetto alla media nel tuo settore (a parità di clienti)
  • Creare dei pacchetti e delle offerte appetibili per il tuo pubblico
  • Vendere in modo efficace le licenze d’uso legate alla tua proprietà intellettuale

Per farlo…

… è importante innanzitutto capire quanto chiede oggi un fotografo per il suo lavoro (dati e statistiche alla mano).

E questo è esattamente il prossimo argomento che affronteremo.

Continua a leggere.

 

2. Prezzi servizio fotografico: quanto chiedono di solito i fotografi in base alla loro esperienza?

Ora fai attenzione a questo:

Prima di tutto è importante capire se esiste un modo per suddividere le diverse categorie di fotografi in base al loro grado di esperienza.

Ovviamente la classificazione che troverai di seguito è basata sull’osservazione della realtà quotidiana.

Ma è comunque generica ed arbitraria.

Perciò prendila solo come un punto di partenza o come un riferimento veloce.

Non come Vangelo.

Accanto ad ogni categoria troverai anche la tariffa media oraria associata a quel particolare grado di esperienza.

Tuttavia, ripeto, quello che sto per mostrarti è solo ciò che ho raccolto negli anni – come addetto ai lavori – dai vari benchmark di mercato, statistiche e sondaggi che via via sono state pubblicati.

Ma non vuole essere in alcun modo un suggerimento sulla strategia di prezzo da adottare per il tuo caso specifico.

E non è neanche detto che io sia d’accordo con le tariffe orarie “medie” associate alle singole categorie porfessionali. Anzi!

Diciamo più che altro che si tratta di una istantanea delle politiche di prezzo più comuni che si trovano oggi sul mercato.

Giuste, discutibili, o sbagliate che siano.

4

Categoria #1 – Amatore

Fotografo con poca esperienza alle spalle che ha già però venduto qualcosa di suo in passato.

Rispetto al classico “hobbysta”, ha in genere un suo sito o blog… e anche un portfolio online da poter consultare.

Tariffa oraria: da 25 a 75 Euro.

 

Categoria #2 – Studente (Amatore Evoluto)

Si tratta in questo caso di un amatore che però ha già frequentato (o sta frequentando) una scuola di fotografia professionale.

È certamente più evoluto del classico amatore, anche se non ha ancora fatto un passo deciso verso l’ambito professionale.

Sta quindi cercando pian piano di farsi strada nel suo settore.

Tariffa oraria: da 50 a 100 Euro (da 25 a 100 per immagine)

 

Categoria #3 – Semi Professionista

Fotografo che ha l’ambizione di diventare un professionista a tutti gli effetti, e che a differenza del fotografo-studente di cui prima ha già alle spalle un certo numero di lavori per un certo numero di clienti.

Tuttavia il suo reddito principale può derivare da un altro lavoro, e sebbene spesso il semi-professionista tenda a competere con i professionisti veri e propri… non è ancora pronto a fare il salto definitivo e diventare fotografo full-time.

Tariffa oraria: da 50 a 150 Euro (da 25 a 125 per immagine)

 

Categoria #4 – Professionista

Semplificando, potremmo definire un professionista qualsiasi fotografo il cui reddito dipende totalmente (o in gran parte) dalla fotografia.

Tariffa oraria: da 75 a 250 Euro (da 75 a 250 per immagine)

 

Categoria #5 – Professionista Top

In questo caso parliamo dei fotografi ELITE.

Di solito il fotografo appartenente a questa categoria padroneggia con abilità e consuetudine skill (soprattutto commerciali) che spesso difettano ai semplici professionisti, come ad esempio:

  • Efficiente e ben organizzato
  • Collaborativo
  • In grado di rispettare i limiti di budget previsti per un progetto
  • Autonomo e capace di prendere decisioni veloci di fronte agli imprevisti
  • In grado di gestire e coordinare anche vari collaboratori allo stesso tempo (assistenti, modelle, tecnici audio/video, stylist, ecc…)
  • Energico
  • Positivo
  • Malleabile
  • Buon ascoltatore
  • Non arrogante

Infatti, molti fotografi professionisti – pur potendo essere considerati tali – difettano di alcune delle abilità/caratteristiche sopra elencate, e proprio per questo non rientrano nella categoria ELITE.

Se vuoi conoscere nel dettaglio cosa chiedono i clienti ai fotografi quando devono comprare immagini e quali sono oggi gli skill più richiesti… ne ho parlato diffusamente in quest’articolo.

Tariffa oraria: da 250 a 500 Euro (da 250 a 1.500 per immagine)

 

QUIZ

Il tuo listino prezzi funziona davvero… o ti sta facendo perdere clienti?

Fai questo breve “test” e scopri se anche tu stai commettendo almeno uno dei 6 errori “fatali” spiegati nel video.

prezzi servizio fotografico: 6 errori da non commettere

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Già ma… perché i fotografi sono così costosi?

Se per caso sei un acquirente, un cliente o un compratore di immagini (dunque non un fotografo) magari in questo momento ti verrà spontaneo paragonare le tariffe orarie di un fotografo con quelle (ad esempio) di un impiegato o magari del classico lavoratore autonomo che però ha un’attività full-time dalle 8 di mattina alle 17/18 del pomeriggio, dal lunedì al venerdì.

Se invece sei un fotografo amatoriale che vorrebbe diventare un professionista a tutti gli effetti, magari in questo momento ti starai giusto chiedendo se le tariffe orarie che abbiamo appena visto siano troppe alte (o meno) rispetto a quelle di altri settori lavorativi.

La risposta è semplice.

Nessun fotografo lavora 40 ore a settimana.

Considera che un fotografo professionista di un certo livello e con un portfolio clienti già consolidato lavora di solito – in un anno – un numero realistico di giorni (ossia giorni che puoi effettivamente “fatturare al cliente”) che va dai 50 ai 100.

Inoltre il costo dell’attrezzatura fotografica è piuttosto elevato.

E la stessa va aggiornata ogni 2/3 anni.

Senza considerare poi le spese per la pubblicità, il marketing, e l’eventuale costo di uno studio fotografico.

Perciò la tariffa oraria va calcolata sul numero effettivo di giorni lavorati… e in essa vanno comunque incluse le spese di produzione e sostentamento affrontate dal fotografo per portare avanti la sua attività.

 

NOTA.

Quando parliamo dei prezzi servizio fotografico, c’è in più da considerare l’aspetto legato alla vendita del copyright e delle licenze di utilizzo.

Sebbene infatti queste licenze non rientrino a tutti gli effetti nel computo delle tariffe orarie (vengono infatti calcolate a parte), i fotografi che sanno padroneggiare la vendita delle loro licenze d’uso in genere richiedono una maggiorazione sul prezzo finale del lavoro che va dal 50 al 100%.

Ovviamente dipende molto dal tipo di assegnazione specifica e dalla capacità di negoziazione in sede di trattativa.

Ma di solito i lavori in ambito commerciale/pubblicitario sono quelli che pagano di più per i diritti di utilizzo.

In quest’articolo ad esempio ho parlato del sistema PLUS – un metodo usato da alcuni fotografi per “categorizzare” e rendere “standard” la classificazione e negoziazione delle licenze d’uso in fotografia.

 

E adesso veniamo alla fatidica domanda…

 

3. Quanto dovresti chiedere TU per il tuo lavoro?

Ok.

Abbiamo appena visto un’istantanea generale del mercato fotografo attuale in materia di prezzi e tariffe orarie.

Ma ogni situazione è specifica, e ogni fotografo è diverso dagli altri.

Quindi adesso la vera domanda è:

Quanto devi chiedere tu per il tuo lavoro?

Il mondo dell’economia, le abitudini di acquisto dei consumatori moderni, e le pratiche commerciali nel mondo della fotografia sono in continua evoluzione.

Così magari quello che era valido solo 5 anni fa… oggi non lo è più.

Ecco perché è VITALE per un fotografo rivedere periodicamente il proprio listino, le proprie offerte, e il valore economico da assegnare ad un servizio fotografico.

SONDAGGIO

Senti qua:

Da un recente sondaggio apparso su joyofmarketing, a cui hanno partecipato oltre 1.800 fotografi da 15 paesi nel mondo…

Alla domanda: pensi che i tuoi prezzi siano troppo bassi? – il 53% dei fotografi ha risposto di SI.

Alla domanda: pensi che i tuoi prezzi siano troppo alti? – il 95% dei fotografi ha risposto di NO.

Alla domanda: ti senti a tuo agio con i prezzi che pratichi? – solo il 18% ha risposto di SI.

Il restante 70% ha risposto che dovrebbe sicuramente migliorare la propria politica dei prezzi, mentre l’ultimo 12% ha candidamente ammesso che non ha la più pallida idea di dove iniziare.

Inoltre, una recente statistica a livello mondiale afferma che un fotografo guadagna in media 27 Euro l’ora.

Ovviamente parliamo di una statistica generale, cioè di una statistica su larga scala che non tiene conto della grande maggioranza dei fotografi amatoriali o semi-professionisti che per lavorare praticano prezzi più bassi rispetto ai professionisti (spesso perché hanno già un’entrata principale al di fuori della fotografia e quindi possono permettersi tariffe minori).

E che soprattutto non tiene conto dei vari mercati e settori della fotografia.

 

Vediamo adesso alcuni semplici STEP che puoi implementare fin da subito per stabilire subito il giusto prezzo per i tuoi lavori.

 

STEP 1 – Calcola bene i costi legati all’attività

La prima cosa cruciale da calcolare è il costo legato alle spese.

Molti fotografi, soprattutto all’inizio, stimano come costi solo il prezzo legato all’attrezzatura… dimenticando invece che SUCCESSO = INVESTIMENTO.

Già, ma di quali investimenti stiamo parlando?

  • Investimento in pubblicità
  • Investimento in materiale promozionale
  • Investimento in spostamenti (vitto, alloggio, carburante, manutenzione auto, ecc…)
  • Investimento in corsi di aggiornamento professionale
  • Investimento in tecnologia digitale (es: hard-disk, PC, Notebook, CD, DVD, Software e Licenze d’uso per programmi di editing e fotoritocco, ecc…)
  • Tasse (dipendono molto dal tipo di attività che svolgi e dal tipo di inquadramento che hai)
  • Eventuali spese legate all’affitto di uno studio (comunque non indispensabile).
  • Eventuali assistenti
  • Spese quotidiane legate al semplice sostentamento

Quindi il primo passo da fare è prendere un bel foglio excel e segnarti tutte le spese che sostieni come fotografo per portare avanti la tua attività.

NOTA.

Ti sembra una banalità? O magari una cosa scontata?

Beh… ti stupirà sapere che una stragrande percentuale di fotografi che rientrano tra le categorie 1 e 3 (cioè Amatori, Studenti, e Semi-Professionisti) strutturano la loro politica di prezzi senza avere un’idea chiara dei costi effettivi che sostengono ogni anno per portare avanti l’attività.

E che anche una buona percentuale di professionisti (categoria #4) sbagliano per difetto e mai per eccesso a calcolare le spese REALI legate al proprio lavoro.

 

STEP 2 – Stabilisci Il Tuo Salario Desiderato

Bene.

A questo punto dovrai stabilire qual è il tuo salario desiderato, ossia il tipo di entrata economica che vuoi avere – ogni mese – dalla vendita dei tuoi servizi e delle tue foto – tolte le spese calcolate nello STEP 1.

Ovviamente se sei un amatore o un semi-professionista con già un altro reddito principale alle spalle (o magari con altre entrate passive che ti garantiscono un certo sostentamento) potresti accontentarti di un salario mensile che oscilla tra i 500 Euro e i 2.000 Euro.

Se invece sei un professionista (categoria #4 o #5) il discorso del salario desiderato ha molto a che fare con:

  • La conoscenza effettiva del mercato in cui già operi
  • L’osservazione (ATTENTA) di chi già opera con successo nella tua nicchia – lasciando quindi perdere i fotografi lamentosi e gl’improvvisati
  • La capacità di strutturare delle politiche di prezzo adeguate in base al tipo di clientela che vuoi DAVVERO attirare con il tuo lavoro

Come già ho spiegato più volte nel blog e agli iscritti della newsletter, la percezione del tuo lavoro agli occhi del pubblico gioca oggi un ruolo fondamentale per i tuoi guadagni presenti e futuri.

Ecco perché un aumento strategico dei prezzi (e quindi del tuo salario) deve SEMPRE andare di pari passo con la creazione di un brand fotografico vincente e con una conoscenza sempre più approfondita del business.

Va da sé che – se per te la fotografia è la fonte di reddito principale (o vorresti che lo diventasse) – conoscere il marketing e la vendita diretta dovrebbe diventare nella tua testa una priorità assoluta.

Alcuni dicono che per avere successo con la fotografia devi conoscere per il 20% la fotografia, e per l’80% il marketing.

Io non sono totalmente d’accordo su questa ripartizione percentuale.

Ma di sicuro almeno un buon 50% è a totale appannaggio del marketing e delle strategie di vendita diretta (online e offline).

 

4

Parlando di marketing, una buona regola è di prevedere almeno un 10% del tuo salario desiderato da destinare alle sole spese di pubblicità, promozione, e marketing.

Quindi se sei un fotografo professionista full-time – categoria #4 –  e stabilisci per il prossimo anno un salario desiderato di 36.000 Euro (3.000 Euro al mese, esclusi i costi di attività che come abbiamo visto vanno calcolati separatamente), il budget da destinare al marketing sarà di: 10% di 36.000 = 3.600 Euro.

A questo punto quindi la tariffa oraria prevista per il prossimo anno (se ti basi sulla tariffa oraria come unità di misura, e non ad esempio sul mese o sul numero di lavori portati a casa nell’anno solare) sarà così calcolata:

  • Spese Attività: 20.000 (esempio generico)
  • Spese di Marketing: 3.600
  • Salario desiderato: 36.000
  • Fatturato Complessivo: 20.000 + 3.600 + 36.000 = 59.600
  • Tariffa Oraria: 59.600 / numero ore “effettive” di lavoro in un anno (fatturabili al cliente)

Ricorda:

Un fotografo commerciale o pubblicitario lavora, se va bene, 2 (massimo 3) giorni a settimana.

Un fotografo di matrimoni lavora solo nei week-end, e solo per 5/6 mesi l’anno.

Quindi, nell’esempio appena fatto, se sei un professionista full-time e vuoi portare a casa un salario desiderato per il prossimo anno di 3.000 Euro al mese, dovrai generare un fatturato complessivo di 59.600 Euro.

Non di 36.000 Euro.

L’obiettivo deve essere quindi di fatturare sempre il più possibile nei giorni di effettivo lavoro.

ATTENZIONE.

Se un lavoro ti richiede 3 giorni – cioè 24 ore, dal lunedì al mercoledì – ma in quella settimana tu ne lavori effettivamente 5 (magari perchè dal giovedì al venerdì sei impegnato a curare gli aspetti amministrativi dell’attività o a realizzare del nuovo materiale di marketing), le ore fatturabili al cliente vanno sempre dal lunedì al mercoledì e sono sempre 24, non 40.

Ecco perchè è fondamentale stimare sempre prima le spese fisse generali (STEP 1) che non puoi ovviamente fatturare al cliente per un singolo lavoro ma che incidono comunque nella tariffa oraria media, in quanto sono fondamentali per mandare avanti tutta la baracca.

 

STEP 3 – Struttura delle offerte di prezzo crescenti

Qui la questione è semplice:

Se ti limiti a presentare solo la proposta standard, e non hai nel tuo arsenale almeno 3 varianti di prezzo crescenti (per ogni tipologia di offerta) stai certamente lasciando sul tavolo un sacco di soldi.

Avere infatti più pacchetti (packaging) a varie fasce di prezzo ti consente di:

A)

Negoziare ordini più alti a parità di clienti

B)

Accontentare più clienti in base al loro budget.

(ricorda: c’è sempre una percentuale dei tuoi clienti che vorrebbe – e potrebbe – spendere di più; ma se non dai loro quest’opportunità… mai saprai chi sono questi clienti, e quindi mai alzerai i tuoi profitti)

La “costruzione” di pacchetti ah hoc – in fotografia – è una vera e propria scienza a sé stante.

 

STEP 4 – Impara a presentare i tuoi prezzi davanti al cliente

Immagina questo scenario.

Scenario 1.

Entri in un negozio di abbigliamento non perché vuoi davvero comprare qualcosa ma perché sei semplicemente curioso.

Tempo 20 minuti esci da quello stesso negozio con una giacca e un pantalone in più… e cento euro in meno nel portafoglio. Ma tu non volevi comprare (ricordi?).

Scenario 2.

Adesso immagina di entrare nello stesso negozio e di uscire con i tuoi cento euro ancora nel portafoglio.

Dove sta la differenza?

No.

Non è colpa o merito delle congiunzioni astrali, del fantasma di Zio Paperone, e della prossima guerra intergalattica.

La colpa, o il merito, sta tutta nella capacità della negoziante (o della commessa) di saperti presentare quel capo d’abbigliamento meglio di altri negozianti… anche se magari, ad appena 50 metri, c’è un altro negozio che vende un capo di qualità simile alla metà del prezzo.

Questo è un aspetto cruciale che non si insegna mai nelle scuole di fotografia.

E questo è anche il motivo principale dei mancati guadagni di tanti bravi fotografi.

QUIZ

Sei giunto alla fine di quest’articolo.

Qual è dunque il prossimo step logico?

Beh, ovvio: capire se il tuo listino prezzi può essere migliorato o va già bene così.

Perciò, se ancora non l’hai fatto, è tempo di fare il “tagliando” al tuo tariffario e di scoprire se anche tu stai commettendo almeno uno dei 6 errori fatali spiegati nel video…

Clicca qui per fare il test al tuo listino prezzi

prezzi servizio fotografico: fai il test al tuo listino

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Nel prossimo articolo della serie ti mostrerò 18 sistemi semplici e veloci per calcolare il prezzo del tuo lavoro.

35 commenti su “[Prezzi e Tariffario] Quanto devi chiedere per un servizio fotografico?

  1. Un articolo interessante con tante cose giuste che vengono dette! Infatti è vero che di prezzo non si parla tra colleghi.

    Secondo me, se non perdi minimo un terzo dei preventivi che fai, significa che lavori ad in prezzo troppo economico!

    Poi c’è il diritto di utilizzo… difficilissimo da vedere in modo adeguato perchè, come dici giustamente, non è un prodotto che il cliente può tenere in mano…

  2. Tanta teoria e poca pratica. E sopratutto non ha parlato del rapporto lavoro fornito\prezzo. Ricordo che si parla sempre di un servizio non quantificabile se non attraverso la qualitá del servizio, la competenza, il gusto e tanti altri fattori non quantificabili e sopratutto in relazione alla capacitá di vendere il proprio lavoro. L’andamento del mercato non è stato preso in considerazione. ARIA FRITTA! FUFFA!

    • Salve Raffaele.

      Nell’articolo ho giusto inserito una bella foto che recita “Chi critica, Chi consiglia, Chi fa”.

      Mi sembra che tu rientri perfettamente nella prima categoria.

      Ti rispondo quindi per punti:

      “Tanta teoria e poca pratica. E sopratutto non ha parlato del rapporto lavoro fornito\prezzo.”

      Il rapporto qualità/prezzo non è argomento dell’articolo. Rientra infatti nella sfera della comunicazione e del branding, non delle tariffe.

      Sul blog comunque trovi molti post in cui spiego come comunicare efficacemente con il proprio mercato di riferimento. Se hai l’onestà intellettuale di leggere per capire (e non leggere solo per rispondere)… ti invito a farti un giro.

      “Ricordo che si parla sempre di un servizio non quantificabile se non attraverso la qualitá del servizio, la competenza, il gusto e tanti altri fattori non quantificabili e sopratutto in relazione alla capacitá di vendere il proprio lavoro.”

      Fammi capire: quando hai iniziato la tua attività… avrai pure cominciato da qualche parte (da qualche indicatore di mercato) per stabilire le tue tariffe… o no? O forse ti sei basato sul listino prezzi del negozio di scarpe sotto casa?

      Ad ogni modo, la tua considerazione non è pertinente. Infatti, dal punto di vista del branding e della comunicazione, elementi come “la qualità del servizio, la professionalità, la competenza e il gusto” non sono elementi differenzianti.

      E non lo dico io. Lo insegnano infatti nelle facoltà universitarie di marketing, lo insegnano i libri sul branding, lo insegnano nei corsi di business. E non solo in Italia. In tutto il mondo.

      Non che non siano elementi importanti (anzi), ma quando devi acquisire un nuovo cliente sono aspetti decisamente secondari rispetto ad altri.

      Esistono in giro, infatti, molti bravi fotografi “competenti, professionali, e di qualità” che però non ottengono i guadagni e la visibilità sperata. Forse dovresti approfondire meglio il marketing e le sue basi prima di lanciarti in considerazioni che esulano dalla tua sfera di competenza.

      Affermi: “soprattutto in relazione alla capacità di vendere il proprio lavoro”.

      ESATTAMENTE. Nell’articolo spiego anche questo. È infatti il fattore più importante di tutti. Non conta quanto sei bravo a stabilire i tuoi prezzi se poi non sai venderli sul mercato.

      Mi chiedo ancora quale articolo tu abbia letto.

      “L’andamento del mercato non è stato preso in considerazione. ARIA FRITTA! FUFFA!”

      Hai letto male.
      Ancora una volta: hai letto per rispondere, non per capire davvero.

      Quando infatti ho riportato il tariffario per categorie, sono stato io il primo a ribadire che i dati riportati sono frutto dell’osservazione del mercato e di come operano i fotografi. Quindi… più realistico di così.

      Che poi io sia d’accordo o meno con questa “osservazione del mercato” è un altro paio di maniche (e infatti, come ho spiegato nel secondo articolo della serie, non lo sono).

      Forse hai sbagliato articolo e interlocutore.

  3. Molti fotografi falliscono perchè la gente ha perso il gusto del lavoro fatto professionalmente e quindi pagato per la qualità che si offre, ora pretendono di avere servizi professionali pagandoli 150 euro o meno….di tutta risposta dico: andate a farveli fare dai primi scattini che vengono fuori dal nulla, senza esperienza, con attrezzatura scadente, che vi offrono un servizio scadente di cui farete una figura da schifo con i vs. clienti che guarderanno quelle foto dei vostri prodotti. Dopo però non venite a piangere se avete avuto un servizio scadente, perchè ben vi sta.

    • Ovviamente se il cliente pretende di pagare 2 lire per il servizio, poi non può lamentarsi. Sono d’accordo.

      Analizzando l’altra faccia della medaglia… non è continuando a ragionare sul problema che il problema si risolve.

      In tutti i settori di mercato, a qualsiasi livello e a qualsiasi latitudine nel mondo, esiste la concorrenza che offre prezzi discount a quei clienti che pensano solo a risparmiare e non alla qualità. Dai libri alla musica alle automobili passando per il bricolage.

      Ma i fotografi in questi anni hanno continuato a combattere con le stesse armi che andavano bene magari 15 anni fa, senza avere la capacità (ma soprattutto la voglia) di cambiare il modo con cui si approcciano al mercato.

      Hanno continuato a dare la colpa ai clienti, senza investire sulla propria formazione in termini di marketing e business. Hanno continuato a puntare tutto sulla qualità e sulla professionalità… che come ho spiegato ormai innumerevoli volte è certamente importante…. ma NON è la chiave per attirare i clienti migliori.

      La qualità e la professionalità sono requisiti necessari, ma non sufficienti.
      È quindi soprattutto un problema di marketing e di comunicazione verso il proprio target di clientela ideale.

      Purtroppo da sempre si sente ripetere in giro la favoletta secondo la quale “la qualità paga sempre” oppure “la chiave per avere un successo è puntare sulla qualità”.
      Ma chi dice questo (non mi rivolgo a te in particolare) non conosce come funziona il mercato e le sue regole.

      La qualità conta nel momento in cui tu sai TRASMETTERE la tua unicità ai clienti. Nel momento in cui sai COMUNICARLA, questa qualità.
      Oggi siamo talmente bombardati da immagini di ogni genere e tipo che i consumatori hanno gli occhi assuefatti al mezzo-fotografia… e quindi non è più sufficiente sbattere sotto i loro occhi una bella immagine di qualità per aspettarsi che alzino il telefono e ci chiamino.

      Eppure molti fotografi sono convinti che basti ancora questo. E poi se la prendono con i clienti a loro detta “ignoranti” se essi non capiscono o non riconosco la qualità.

      Serve un cambio di paradigma, non una battaglia all’arma bianca contro i clienti (tanto destinata a fallire miseramente). 🙂

      • la gente non guarda nemmeno il marketing, anche perchè a questa cosa ci pensa l’agenzia per cui lavori, nel mio settore di fotografia gemmologica conta la bravura, la notorietà nel settore e sopratutto la rapidità nel fornire il servizio, quindi ti puoi permettere di chiedere certe cifre. Ma se cominci a fare marketing su fotografie di eventi, matrimoni, still life prodotti commerciali, e simili….hai poco da fare pubblicità, se uno non vuole spendere non spende, tanto per capire, questo un annuncio apparso giorni fa:

        DETTAGLI RICHIESTA

        Quando
        Conosco la data precisa (16/12/2016)

        Per quale occasione hai bisogno del fotografo?
        Evento aziendale

        Che tipo di evento sarà?
        Grande con tanti invitati

        Dove si terrà l’evento?
        Non sono sicuro, dipende dalle condizioni meteo

        In che formati vuoi le immagini?
        Formato digitale (cloud o download online)

        Il fotografo dovrà scattare le foto in luoghi differenti?
        No, scatterà in un luogo solo.

        Per quante ore hai bisogno del fotografo?
        Meno di 3 ore

        Ci sono altri dettagli che vorresti condividere col professionista?
        budget 150

        un professionista ben si guarda da fare un lavoro simile per soli miseri 150 euro, tra tasse, viaggio, postproduzione etc… non gli resta nulla se non tasse da pagare.

        • Credo di aver spiegato molto bene qual è il vero problema.
          Non puoi cambiare il modo in cui alcuni clienti si pongono nei confronti dei fotografi.
          L’unica cosa che puoi cambiare è il modo in cui Tu (noi) ci poniamo sul mercato e comunichiamo con il nostro target.

          E quanto parlo di marketing non mi riferisco solo alla pubblicità.
          La pubblicità è una conseguenza del marketing. Non può essere (e non è mai) fine a se stessa.
          Se si attirano clienti “non in target”, è ESATTAMENTE un problema di marketing.
          Non di pubblicità.

          PS: Se ci pensa l’agenzia allora stai fresco.
          L’agenzia fa i suoi interessi. Non i tuoi. 😉

  4. c’è una cosa che fa ridere in questo articolo….il prezzo tariffario del fotoamatore con poca esperienza e dello studente!!!! Ma stiamo scherzando?? Quando mai c’è un tariffario per un fotografo che scatta per passione?? Mi sembra proprio che quest’articolo incita all’abusivismo fotografico…complimenti…già ce ne fossero pochi di abusivi!!!! Modificate il post, grazie…fatelo per noi professionisti!!

    • Salve Pier Paolo.

      Esistono altri luoghi su internet molto più adatti per combattere crociate ideologiche personali (e corporative) contro i mulini a vento o per lanciare inquietanti appelli alla censura che purtroppo ricordano un periodo storico di cui – mi auguro – tu non senta la nostalgia.

      Questi appelli sì che fanno sorridere (amaro, però).

      Riflettendoci, tuttavia, forse volevi commentare un altro articolo di un altro blog, e per sbaglio invece lo hai inserito qui. Oggi capita spesso, purtroppo, per via della frenesia e della cronica distrazione con cui si leggono (o sarebbe meglio dire “si scorrono”) gli articoli.

      Sono anni infatti che mi batto per spiegare ai fotografi “come vendere in modo efficace il proprio lavoro sul mercato” senza svenderlo e soprattutto senza combattere la guerra dei prezzi “discount”. Ma onestamente le battaglie tra fotografi professionisti e amatoriali non mi hanno mai interessato.

      Ciò non significa – tuttavia – che non si debba, e non si possa, OSSERVARE come gira il mercato della fotografia in questo momento a seconda degli attori in gioco (fotoamatori, studenti, semi-professionisti, e professionisti).

      Come infatti ho scritto nel post: “Si tratta di una istantanea (fotografia) delle politiche di prezzo più comuni che si trovano oggi sul mercato. Giuste, discutibili, o sbagliate che siano. Ma non vuole essere in alcun modo un suggerimento sulla strategia di prezzo da adottare per il tuo caso specifico.”

      Tradotto (per chi “scorre” anzichè sforzarsi di leggere): “Ci sono categorie di fotografi che pur non essendo professionisti si fanno pagare per quello che fanno (che scoperta!). E che a loro volta chiedono un compenso in denaro senza comunque ricattare i clienti e senza estorcere loro denaro (che scoperta!). E ci sono anche clienti che sono ben contenti di pagarli (che scoperta!). Nella stessa misura per cui un libero cittadino è – appunto – libero di rivolgersi a chi vuole per un servizio di qualsiasi tipo. Al prezzo che vuole. Nelle modalità che preferisce. Così come poi ognuno è libero di decidere il grado di soddisfazione rispetto alla prestazione professionale ricevuta in rapporto al prezzo pagato.”

      Nell’articolo credo di aver dato molti altri spunti interessanti, ma a quanto pare la ricerca del CATTIVO DI TURNO (per alcuni fotografi) è più forte della ricerca di metodi e strategie per migliorare la propria attività. Del resto, come dice la citazione nell’articolo: “DARE LA COLPA AGLI ALTRI NON È UNA STRATEGIA”.

      Mi rendo conto però che – di questi tempi – è un concetto per pochi. Non per tutti.

      PS: nel secondo articolo della serie spiego in modo molto approfondito quali sono (secondo me) le strategie di prezzo migliori per competere oggi sul mercato. E spiego anche perchè la tariffa oraria è molto penalizzante per i fotografi. Tariffario o non tariffario. Professionista o non professionista: https://mercatofotografico.net/wp/prezzi-in-fotografia-18-sistemi/

      • si ma uno che fa fotografia solo per passione NON deve chiedere denaro, troppo comodo farsi pagare e non pagare le tasse, il problema è che la maggior parte dei cosidetti PH scattini attuali sono di questa serie, e il fisco, e anche la associazioni fotografiche come la TAU Visual, non fanno NULLA per bloccare questa cosa, in primo la Guardia di Finanza che se anche li segnali non gli fanno nulla.

  5. Ciao Luca
    altro grande articolo (come sempre).

    Mi stupisco di certi commenti da parte di alcuni fotografi.

    Ci sono così tanti spunti interessanti nell’articolo che concentrarsi su battaglie pretestuose è quantomeno sospetto (oltrechè inutile).
    Boh. Se il tenore di certe argomentazioni è questo… allora stiamo freschi, cari fotografi.

    Come si dice: “guardare il dito anzichè la luna”.

  6. Buon articolo, anche se io faccio parte della terza categoria… non ho mai avuto un negozio, né uno studio, ma è dal 1978 che faccio fotografie a pagamento, tre mesi dopo aver comprato la mia prima macchina fotografica. Inizialmente poi ho collaborato come assistente per molti fotografi, anche solo come flescista, ho acquisito abbastanza esperienza e oggi, quando qualche cliente viene da me, per passa parola, (è vero non ci pago le tasse e allora?, non è colpa mia se qualcuno mi sceglie ancora), sinceramente gli dico il mio prezzo. Poi gli faccio vedere il prodotto finito di un altro cliente e gli dico anche fatti un giro per valutare altri prezzi e altri lavori. E molto probabilmente qui sbaglio. Sono sicuro che potrei fare più lavori a prezzi per me più convenienti. Un saluto mi sono iscritto.
    P.S. Non ho un sito web per paura della Finanza!

  7. È un articolo che provoca malessere in chi fotografa e viene preso spesso per i fondelli dai committenti.
    Esiste una categoria di servizio emergente: mi riferisco ai book fotografici delle discoteche.
    Vengono postati su Facebook sule pagine dei locali, e sono dei malloppi di piú di 100 foto. Sono ritratti del pubblico e foto di scena, con sovraimpressione della grafica della serata.
    Quanto andrebbe chiesto per un lavoro così oneroso, da postare entro 7 giorni, che viene poi regalato al pubblico?

    • Dare una stima è difficile. Dipende dal tempo di lavorazione (in location e post-produzione), il tipo di licenza concessa, gli obiettivi del committente, l’investimento in pubblicità fatto dal committente per promuovere il locale usando appunto tali immagini, ecc…
      Nel secondo articolo della serie – https://mercatofotografico.net/wp/prezzi-in-fotografia-18-sistemi/ – dò parecchi spunti per creare un modello di prezzo in base al tipo di lavoro richiesto. Comunque, trattandosi di fotografia di eventi, puoi adottare o la tariffa oraria (negoziazione licenze d’uso a parte) oppure il modello prima immagine (o primo gruppo) con tariffa standard, che ti permette però di coprire almeno il tuo MOR (minimo ordine garantito), e le successive foto negoziate a parte con applicazione di una determinata percentuale di sconto.

  8. Salve volevo fare una domanda, secondo lei se uno scatto lo faccio valere intorno ai 50€, quanto posso far pagare una richiesta di 500 scatti di prodotti uguali che cambiano solo nel modello?(luce e composizione uguale per tutte le foto)

    Grazie

  9. Ciao Armando
    ci sono molti altri fattori che devi considerare in questo caso.

    Prima di tutto mi chiederei:

    – Che destinazione d’uso hanno le foto? Editoriale, commerciale o privata?

    – Che tipo di licenza richiede il committente? Esclusiva totale? Esclusiva con restrizioni? Diritti di utilizzo illimitati (con o senza esclusiva)?

    Dopodichè entrano in gioco i tuoi costi di produzione. Quante ore richiede il lavoro (compresa la post produzione)?

    Posta così la domanda è troppa generica ed è impossibile risponderti…

  10. Articolo molto interessante, spiegato in modo esaustivo e che fornisce diversi spunti di riflessione e di re-azione. Non sono del settore (nello specifico) fotografico, ma piuttosto web, marketing e grafico… sono capitata su questo articolo in quanto alcuni clienti, apprezzando il mio stile/gusto mi hanno chiesto di occuparmi per loro anche delle foto, quindi da qui il dilemma di “quanto chiedere”… ho trovato interessante ed effettivamente veritiero il punto di vista esposto. Grazie, ora ho le idee piu’ chiare.

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